L'Economist del 10 marzo, nella rubrica trimestrale Technology Quarterly, dedica due pagine al comune di Roma e alla sua azienda di trasporti ATAC (incredibile ma vero). In una partnership con il Massachusetts Institute of Technology (MIT), Roma è la prima città al mondo a dotarsi di una real time people-movement map.
Sapere in ogni momento dove sono le persone e dove vanno, è un'informazione preziosissima per i pianificatori urbanistici, le autorità dei trasporti, gli ingegneri del traffico e anche ad alcune imprese (pensiamo, a quelle dei cartelloni pubblicitari, ma anche, a imprese come SEAT che offrono mappe per navigatori satellitari). Per farlo si può ricorrere a vari metodi: elicotteri, telecamere, sensori stradali, tornelli delle metropolitane. Il risultato che si ottiene, però, è spesso inadeguato o costoso o entrambe le cose.
Qui arriva il MIT. Propone alla Tim di archiviare su bancadati tutti i segnali dei cellulari che si trovano a Roma, con le precise coordinate geografiche. Il risultato è illustrato nelle figure qui sotto. E' possibile tracciare a costo bassissimo, mappe che contengono informazioni di milioni di utenze. Il senso è facile: il cellulare lo possiedono tutti, è quindi il migliore indicatore degli spostamenti umani.
ATAC in una prima fase si servirà dei dati raccolti per la pianificazione e revisione delle linee degli autobus e risparmierà 120.000 € annui in interviste e sondaggi diretti. Successivamente, porterà a miglioramenti nella regolazione semaforica e nellla manutenzione dei fondi stradali. Anche i taxisti romani si sono mostrati interessati alla tecnologia, come pure altri Comuni, tra cui Londra.
Ottimo per una città malata di traffico come Roma. Meno per i cittadini se la legge non si adegua e non ci difende da quello che può essere un nuovo grande fratello.
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3 commenti:
Eh ma che figata!
Lo Stato di polizia, uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra. Chi vuole perservare la propria natura anarchica, deve trasformarsi necessariamente in un luddista. Che tristezza!
Già adesso possono rintracciarti in base al segnale del cellulare..non è nulla di nuovo. Se la legge fa il suo dovere, credo che i pro superino di gran lunga i contro.
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