domenica 13 maggio 2007

Riflessioni/ Ancora su Family Day e Coraggio Laico

Dalla giornata di ieri deduco due cose: il Famolo Dai era essenzialmente una protesta contro gay e lesbiche, con solo una piccola minoranza realmente convinta di manifestare per la famiglia. Il Coraggio Laico è stato un flop che non ha saputo scaldare il cuore se non ai diretti interessati.
Se a livello di Paese gli schieramenti pro e anti gay possono essere visti intorno a un 50 - 50, in politica i nuovi diritti civili sono difesi apertamente solo dai partiti più piccoli, diciamo un 20 contro 80.
Se il trend del resto dell'Occidente si dimostra efficace anche qui, possiamo lecitamente attenderci che tra 15-20 anni, l'Italia, partita in ritardo, arriverà gradualmente a dotarsi di leggi tolleranti, fino al matrimonio omosessuale e le adozioni. Sono abbastanza sicuro di questo, tuttavia la domanda diventa: vogliamo davvero aspettare così a lungo?
Se la risposta è no, abbiamo il dovere di guardare la realtà in faccia e comprendere che la battaglia, fin qui condotta, ha mosso solo i sassolini. C'è bisogno di maggiore creatività e durezza.
Personalmente, credo utopicamente che il modo migliore per smuovere la maggioranza degli Italiani dal torpore sarebbe questo: un coming out collettivo e compatto. Gay e lesbiche a spasso mano nella mano, che se vogliono scambiarsi un bacino di tanto in tanto, lo fanno sotto gli occhi di tutti. Tutti i lavoratori e studenti gay che non si nascondono più, che non mentono più. Lo so, le paure sono tante e le abbiamo tutti. Io per primo. Ma provocare conati di vomito in modo pacifista e naturale, su base quotidiana, mi sembra la strada più efficace per stringere i tempi. Un Coming Out Day nazionale per segnare lo spartiacque tra rassegnazione e coraggio.
Si aspettano proposte alternative.

11 commenti:

Teo ha detto...

Proposta alternativa: emigrare in massa...

psiko ha detto...

queste le mie prime foto, ieri marco è scappato. Non ce la faceva. E quindi io in giacca e maglietta mi son fatto con altre due sante anime il giro di san giovanni mentre quel genio di povia cantava dal palco. (non ho bisogno di mettere le virgolette a genio, almeno su questo credo tu colga subito). Dunque, ti rispondo con due punti. Hai centrato il problema. L'hai colto. L'esser velati, il non farsi avanti, l'aver paura di baciare in pubblico, di girare mano nella mano, il dover nascondere tutto e comunque e sempre È il problema. Almeno secondo me. Meglio: è parte - sostanziale - del problema. L'omofobia si moltiplica ed evolve sull'ignoranza. Da sempre. Quindi plaudo al tuo dirti pronto a farti fuori. Ma non troppo. Mi meraviglia come un ragazzo dell'età mia che vive a roma come me possa avere problemi di questo genere. Ho sempre baciato per strada, da quando avevo sedici anni. Bah. E non è - praticamente - mai successo nulla. Praticamente, perché una volta le abbiamo buscate invece. :D
Invece non condivido minimamente il tuo ritenere 50 50 l'italia sui diritti dei gay. Io credo che gli italiani che sian pronti a sostenerne siano davvero pochi. ancora. meno del 30. più vicini al 10.
E parlo di diritti sostanziali. Non certo di accesso al matrimonio o all'adozione. Qui si scende molto molto molto più in basso.
Tragicamente.

Lele ha detto...

In primo luogo noto che il Family Day ha avuto un effetto anche su di te: sei passato dal 2016 a un 2022-2027..
Più seriamente. La tua idea è anche la mia, già lo sai. Anche se quando ero negli stati uniti mi faceva un sacco ridere il coming out day, più che altro mi impressionava il fatto che per una decina di giorni ti veniva fatta una capa tanta perchè facessi come out su un palchetto (con manifesti, scritte COME OUT ovunque, gente che ti fermava e ti cercava di convincere); al tempo mi sembrò una grossa forzatura, ora non so, servirebbe anche a noi?

p.s. 50 e 50? Magari, sarebbe già qualcosa...

F ha detto...

Esistono vari livelli di emancipazione: la negazione con se stessi, la consapevolezza, il coming out con persone scelte, poi con tutti e infine la naturalezza totale. Ognuno ha i suoi tempi.

Le percentuali: nei sondaggi sui Dico il pubblico è diviso 50 a 50. Per l'Eurobarometro, in Italia il 31% degli Italiani è favorevole ai matrimoni gay, il 24% alle adozioni. La media UE è rispettivamente 44 e 33%.

Lele ha detto...

Si, in effetti mi riferivo ai soli schieramenti politici che, a questo punto (e direi come sempre) non rispecchiano i reali sentimenti delle persone che li hanno votati..

D ha detto...

ma al "come out day" si tromba...?
Poveri noi ragazzi omosessuali emarginati...
Sexual revolution...

P.s. x tutti i ragazzi italiani che sono stati al Laico pride e al Dico pride...sarete molto "pride" quando fra 40 anni rifletterete sul fatto che siete stati voi in prima linea a combattere per égalitè!!!

F ha detto...

hehehe.. ora 40 anni.. eravamo partiti da 15!

D ha detto...

volevo esagerare x rendere il mio messaggio + interessante...scienze delle merendine 4ever!

Lele ha detto...

Diciamo che in generale siamo partiti dal 2015 (venerdi) e siamo arrivati al 2047 (lunedi)... Dovremmo andare avanti invece che indietro! Impariamo da david! (?)

AnelliDiFumo ha detto...

Io aggiungerei anche un outing nazionale. Tutti coloro che hanno la certezza personale che un personaggio pubblico è gay o lesbica, lo dica.

F ha detto...

x AdF: però poi diventa una caccia alle streghe e si perde il senso di una dimostrazione spontanea e pacifica..