venerdì 13 giugno 2008

Alemanno/ Il primo mese di un sindaco incompetente


Questo blog aveva tifato per Gianni Alemanno come nuovo sindaco di Roma. Forse perché avevo 5 anni quando è finita la Guerra Fredda, forse perché ritengo odioso ancorarsi alle ideologie del passato (clericalismo, comunismo, fascismo), la gioventù fascista di Alemanno non mi aveva spaventato. Anzi, la trovavo meno pericolosa dell'allineamento clericale di Rutelli, il candidato del centro(sinistra).

Non sono mancate le occasioni in cui gli istinti conservatori di Alemanno si siano rivelati deprecabili (campi nomadi, gay pride-gay village, questione prostitute), ma questo me lo aspettavo. Quello che invece salta agli occhi è la totale ingenuità dell'amministratore Alemanno. Pensavo: sarà fascista, ma magari è un sindaco capace. I primi 30 giorni di governo suggeriscono il contrario, mostrano una persona incapace di avanzare delle proposte nuove, ma tutta intenta a demolire i progetti (o le opere) della giunta precedente.

Per cominciare, in una città intelligente e moderna, come in Europa, le decisioni prese dalle amministrazioni uscenti si rispettano. Non perché gli Europei sono più buoni o più coglioni, ma proprio perché distruggere non ha senso economico. Ogni opera pubblica richiede tempo e denaro. Progettazione, realizzazione, sono dei costi perduti se non si attende che l'investimento dia i suoi ricavi. Ma soprattutto, una capitale come Roma, che aspira(va) ad essere una città globale non può permettersi il lusso di indugiare nel passato, ma deve continuamente progettare il proprio futuro. Come una bicicletta che cade se non viene pedalata.

Alemanno non la pensa così. Il Museo dell'Ara Pacis di Richard Meier può non piacere e il progetto è stato assegnato in maniera dubbia, ma ormai è lì, ed è il terzo monumento più visitato di Roma. Alemanno lo vorrebbe demolire. La Festa del Cinema voluta da Veltroni può rappresentare un investimento intellettualistico ed elitista, ma è ormai un fatto che genera introiti, posti di lavoro e reputazione globale. Perchè rimetterla in dubbio?

Alemanno, infatti, si è rimangiato questi propositi distruttivi (forse ha qualche consigliere leggermente avveduto o si è fatto due conti in tasca), ma ha svelato un'inquietante miopia di fondo.
Sulla politica del traffico, le idee di Alemanno risultano velleitarie ma devastanti. Roma è una città assediata dalle macchine. Circa 800 per 1000 abitanti, il più alto tasso d'Europa in una capitale con un enorme centro storico e poche larghe arterie.

Ma Alemanno è l'incarnazione del romano che quando esce dall'Italia, visita un'altra città, vede le cose ma non capisce come gli stranieri vivono, anzi, li depreca e si ripete, come Pangloss del Candido di Voltaire, che "Roma è la migliore delle città possibili".

I cordoli delle corsie per gli autobus? Abroghiamoli, perché i motorini che fanno zigzag tra le auto (illegale di per sè) si potrebbero fare male. Un parcheggio sotterraneo da 700 posti al Pincio che permetterebbe la pedonalizzazione del Tridente? Non controlliamo la qualità del progetto, fermiamolo tout court. Le minicar (microauto dei figli della Roma bene di Parioli e Vigna Clara - feudi della destra) cacciate dalla Zona a Traffico Limitato? Ma no, che tornino nel centro storico, sono la soluzione al traffico! e chissenefrega se i loro standard di sicurezza sono peggiori di una falsa fiat made in China.

Ma la decisione più strampalata ha delle gravi ricadute economiche e diseducative. Il classico piccolo Romano di destra è convinto di due cose: A) che i parcheggi a pagamento (strisce blu) si devono fare solo quando il trasporto pubblico è efficace. Non capisce affatto che l'efficacia del TPL è direttamente proporzionale a quante meno auto circolano. In tutte le città del mondo sviluppato, i sindaci regolano duramente non solo la sosta, ma anche il possesso delle auto, per rendere il TPL profittevole, efficiente nelle frequenze e nei tempi. B) la società che gestisce le strisce blu, la STA, è presieduta dalla moglie di Rutelli (scelta orribile, condivido)..ma perciò, tutte le multe se le intasca la sig.ra Palombelli Rutelli! Il sillogismo del Romano de noantri mostra chiari segni di cedimento nel distinguere concetti come "management" e "appropriazione indebita di fondi pubblici".

Sullo sfondo, il nuovo governo Berlusconi abroga l'ICI sulle prime case. Ci guadagnano i cittadini, ma ci perdono i Comuni. E quello di Roma è il più colpito: -300 milioni di euro all'anno. Ma Alemanno il Naif non ci pensa. Appellandosi a una discutibile sentenza del TAR (tribunale amministrativo regionale), il sindaco SOSPENDE indefinitamente il pagamento della sosta sulle strisce blu! Ossia, -47 milioni di euro all'anno per il Comune (pardon, la moglie di Rutelli), oltre al taglio dell'ICI. Ma soprattutto, qual è il messaggio per la cittadinanza? Che in una città già assediata dal traffico, dai cantieri di due linee metropolitane, di una nuova stazione ferroviaria e una nuova tangenziale, si potrà continuare a usare impunemente l'automobile come prolungamento del proprio culo.. Evviva le esternalità negative!

In conclusione, può essere che Alemanno col tempo acquisti confidenza con il suo nuovo ruolo di amministratore, dove non c'è posto per le ripicche ideologiche né tempo per rivedere decisioni già avviate. Dopotutto, AN è un partito che a Roma non ha mai avuto esperienza di governo e deve imparare. Ma se i segnali sono questi, resta un forte scetticismo che i prossimi 5 anni per Roma non saranno un periodo di sviluppo.

11 commenti:

EagleIt ha detto...

si, sicuramente è perché avevi 5 anni quando è finita la Guerra Fredda. noi invece ce lo aspettavamo e siamo certi che alemanno riporterà Roma nel grigiore di una qualsiasi altra cittadina di profonda periferia...

F ha detto...

Voi chi?

Io credo nell'alternanza di governo come valore della democrazia. Forse tu credi ai tuoi pregiudizi. Avrei votato volentieri un candidato di sinistra che non fosse Rutelli.

Come già scritto in un altro post, Roma resta una città di sinistra, ma postideologica. Come me, non amava Rutelli e ha punito una candidatura sbagliata.

Anellidifumo ha detto...

Sono perfettamente d'accordo e presto gli dedicherò anche io un post analogo al tuo.

Io alla fine mi sono astenuto dalle elezioni perchè non ero in Italia. Avrei votato per Grillini al I e probabilmente annullato al II.

F ha detto...

Non vivendo in Italia, ho votato solo al I turno, anch'io Grillini. Ma al II avrei votato Alemanno.

Roma 2011 ha detto...

Più che una fiducia, io ho concesso ad Alemanno una "non sfiducia" costruttiva (e assolutamente post-ideologica).
Il tuo è un post interessante, lo citerò nel mio blog.

Anonimo ha detto...

alemanno riporterà roma a prima degli anni 90, quando fonadamentalmente era una città del sud italia (e lo dico da meridionale). diciamo che sarà un po' più simile a una grande bari...

giuseppe

Andrea ha detto...

Post estremamente interessante ma non condivido il discorso sulle strisce blu e premetto di non essere il "classico piccolo romano di destra":

1) Per quale motivo, in una situazione in cui i mezzi pubblici risultano inadeguati, un cittadino non dovrebbe opporsi al principio delle strisce blu, anzi accoglierlo positivamente? Il paragone con altre città del mondo sviluppato reggerebbe qualora ci fosse una sostanziale parità nell'offerta del servizio pubblico di trasporto.
2) Non credo che Alemanno, seppure incompetente, sia talmente ingenuo da privare la propria amministrazione di un bel pò di soldi senza alcun motivo.
3) Sulla sentenza "discutibile": è una tua legittima opinione ma, fino a prova contraria, la sentenza sta lì e va rispettata. "Rinnegare" una sentenza che può risultare scomoda è un gioco troppo facile.

F ha detto...

@ Andrea:

1- il TAR del Lazio è famoso per produrre sentenze che non stanno né in cielo nè in terra. Mi viene in mente la questione ENAC-Ryanair, ad esempio. O lo scandalo del calcio di due anni fa. Ma in questo caso la sentenza solleva un punto corretto: solo a Roma le strisce blu sono sia per i residenti che per i paganti. A Milano, come a Ginevra la città dove vivo adesso, esiste una differenza. E anzi, mentre a Roma si può pagare anche illimitatamente la striscia blu, altrove la striscia blu è soggetta sia a pagamento che a disco orario (90min generalmente).

Trovo invece che la sentenza sia discutibile perché porta al rislutato paradossale di abrogare, limitare o sospendere le aree a pagamento.

2- Citami un caso di urbanistica dove i trasporti in contemporanea con "macchina selvaggia".
Un autobus occupa spazio fisico per viaggiare, no? Se un autobus trasporta, toh, 20 persone, e quelle persone usassero 20 auto, non credi che ci sarebbe più traffico?
O vice versa: costringi 20 persone a lasciare l'auto per il bus. Avrai 20 auto in meno, meno traffico, dunque un bus riuscirà a rispettare gli orari, diventare più efficiente, e più ATTRAENTE. Altre persone lasceranno l'auto e così via.

Di circoli virtuosi (o viziosi) in economia ce ne sono innumerevoli. Sono degli equilibri instabili, ossia "o traffico, o efficienza" in questo caso. Senza l'intervento del policymaker che regolamenta l'uso dell'auto non si può rendere il TPL efficiente. Per la semplice ragione che auto e bus(o metro) sono interdipendenti, e il valore economico dell'uno dipende dal disvalore dell'altro.

Andrea ha detto...

I precedenti del TAR del Lazio non implicano che ogni sua sentenza debba necessariamente essere assurda e non vedo perchè non si possa accettare che le precedenti amministrazione possano aver commesso degli errori.

Pensare che gli autobus a Roma funzionino male solo per l'uso selvaggio della macchina è semplicemente riduttivo: quando aspetti 40 minuti nel giorno in cui c'è il BLOCCO TOTALE DEL TRAFFICO ti fai un idea di ciò di cui ti sto parlando....(e non scherzo...mi è successo davvero!) In tali condizioni non è accettabile fare un discorso di "costringere" la gente a usare i mezzi pubblici.

F ha detto...

Andrea, episodi di disservizio accadono ovunque, anche a Londra spesso la metro si rompe.

A Roma prendevo gli autobus per andare all'università ed erano un servizio affidabile. Senza traffico, da Prati alla Sapienza impiegavano 25-30 minuti. Con traffico 40-60. I punti di maggiore ingorgo quelli senza le preferenziali.

Sul lungotevere di notte passano parecchi bus, il 280, il 23.. e sono VUOTI, mentre tutto intorno è il caos. Auto ovunque, sosta selvaggia, parcheggiatori abusivi etc.
I notturni sono pochi e carenti, ma sono sempre vuoti anch'essi, non so quanti dei miei amici ne abbiano mai preso uno.

L'ATAC è indubbiamente gestita male. Fino a un anno fa si poteva prendere la metro senza pagare il biglietto! In mancanza di fondi e regole, questo è il meglio che può offrire ai Romani.

Anonimo ha detto...

Ma per favore...dare già dell'incompetente ad Alemanno...dopo che questa città è stata messa in ginocchio dai sedici anni di governo di Rutelli e Veltroni... Ti dico solo che nel mio quartiere (San Lorenzo) ci fu il presidente del Municipio (Corsetti, adesso purtroppo se lo devono sorbire quegli idioti del Centro Storico che l'hanno votato) che fece aprire un locale di danza etnica nell'ex garage del nostro condominio. Quando ci recammo a protestare con tanto di petizione, ci fece rispondere che tanto a Roma comandavano loro e che se non ci piaceva la musica potevamo andarcene ad abitare da un'altra parte. Hai capito perchè tanta gente ha poi votato per Alemanno?