venerdì 8 giugno 2007

Film/ La Vie en Rose

Permettetemi la superficiale considerazione: Edith Piaf era davvero una sfigata, oltre che insopportabile.

Sono andato a vedere il film non sapendo che fosse, 3 euro in un cinema d'essai sono un investimento tollerabile che si è rivelato piacevole.La vie en rose ripercorre la vita della cantante francese, dalla sua nascita alla morte, in un gioco di flashback che può disorientare chi sia a totale digiuno (come me) di chansons e di anni '50.Come la maggior parte delle biografie cinematografiche, il film tende a santificare la vita della protagonista, indugiando un po' troppo nel melenso.

Tuttavia, la pellicola è nel complesso interessante. Apre una pagina di storia sull'evoluzione dello star system nell'intervallo tra le due guerre mondiali. Ma soprattutto, esplora in modo non banale il tema dell'artista maledetto. Ancora una volta, sembra confermata l'impressione che la creatività non possa che nascere dal dolore, e dall'emarginazione.

Voto: 6,5

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Piaf è stata una grande!lei sola è riuscita a vivere come una vera artista senza scendere a compromessi con la società, trovando il vero significato della vita in un amore sofferto in cui credeva veramente.
Il mondo della musica l'ha dimenticata.W piaf!"AMA"

amazzoniviola ha detto...

voto 6,5?sai dove te lo puoi mettere?.....
ma che cavolo di vita arida fai?

Jennifer ha detto...

Ha ragione ammazzoniviola.. il film è stato premiato con 2 oscar e altri premi e tu puoi esprimere un parere sul film,ma non parlare in questo modo sembrando quasi un critico. Io il film l'ho visto a scuola in lingua originale e l'ho trovato davvero bello. La vita di Edith Piaf è stata di una drammaticità unica dall'infanzia alla sua morte.. Sono rimasta senza parole e tu non ti puoi permettere di giudicare con tutta questa superficialità..

Barbara ha detto...

ciao ragazzi, scrivo da una galleria d'arte e vorremmo inserire questa foto della piaf in un lavoro. Vorrei quindi chiedere se conoscete il nome del fotografo o come e a chi chiedere il consenso per riprodurre tale immagine.

Grazie mille,

Barbara

Barbara ha detto...
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