domenica 11 maggio 2008

Travaglio e Schifani/ Ricominciano i tempi bui

Ritorna la censura in Italia, dopo due anni.
Salutate Travaglio, perché in tv non lo rivedrete più.

4 commenti:

Paolo ha detto...

L'idea di non sentire Travaglio è proprio una buona notizia, magari fosse.

Perchè: 1) si è scordato di dire che Schifani è stato uno dei massimi sostenitori della trasformazione da provvisorio a definitivo del regime del 41bis per il carcere duro ai boss mafiosi, ma questo ovviamente sarebbe stato incompatibile con l'idea che ha insinuato che Schifani sia un mafioso; 2) che questi mafiosi Schifani li ha conosciuti quasi due decenni prima che fossero considerati e condannati come tali; 3) la frase più agghiacciante che ha detto non è quella su Schifani, ma quella per cui "se uno è condannato per una tangente, è sicuro che ne ha prese 10 di cui non si è saputo niente".

A me questa gente fa orrore, è stalinismo puro. E non credo che una persona severa come la Finocchiaro l'abbia scaricato solo per quieto vivere, la lotta alla mafia non si fa con questi personaggi.

F ha detto...

Quando una democrazia ha una stampa libera non chiude la bocca ai propri giornalisti. Dicono fesserie? Bene, esistono le querele per diffamazione a mezzo stampa. E se vengono condannati, li si caccia dal mondo della comunicazione.

In Italia, invece, si censura, si fanno gli editti di Sofia, si cacciano le voci scomode prima ancora di verificare la veridicità delle opinioni. Se i fatti riportati da Travaglio fossero falsi, non vedo la ragione per cui i politici si dovrebbero eccitare tanto. Forse perché sono veri, sono dei fatti, conclamati da sentenze.

La Guzzanti, per il semplice fatto di aver esposto dei fatti storici, come l'affiliazione di Berlusconi alla P2 è stata bandita, sotto la scusa del "non è satira, non fa ridere".

Travaglio può piacere o non piacere, ma ha il merito di scavare in terreni dove altri hanno troppa paura di mettere il naso. Io ad esempio del passato di Schifani non sapevo nulla, e per lo meno, adesso so qualcosa di più.

F ha detto...

Vergognosa, infine, la presa di distanze di Fabio Fazio e del direttore Ruffini (già stato Giuda con Raiot). Si lancia il sasso e nascondi la mano, dai voce a Travaglio e poi non lo difendi, non ti assumi la responsabilità editoriale del tuo programma.

Vergognosa la replica del PD, che conferma, per l'ennesima volta, che vede di buon occhio il controllo politico sulla tv.

L'Italia è piena di servi, che hanno paura del potere, di destra o di sinistra che sia. E' questo il problema.

Mi delude che non capisci la gravità di questa censura, ma che anzi te ne rallegri. Parli di stalinismo, ma stai indicando la luna e guardi il dito!

Paolo ha detto...

Travaglio ha fatto un intervento pieno di odio, odio puro, e come tale auto-giustificantesi, io quando l'ho sentito mi si è gelato il sangue nelle vene. Lui non deve dimostrare niente, non deve essere preciso nelle accuse, non deve preoccuparsi del contradditorio. Può dire quello che vuole, che tanto la verità la sappiamo tutti (cioè: FI è un partito di mafiosi), anzi la situazione è assai peggiore di come appare, perchè per una condanna ci sono dieci episodi ignoti. A me Travaglio agghiaccia, e quello che lui fa non ha niente a che fare con la democrazia, è una cosa da Masaniello. Ormai la sinistra italiana è talmente disastrata che questa differenza tende a sfuggire.

Quanto a Fazio, bella scoperta che è un codardo, ma io non l'ho mai indicato come un campione della sinistra, l'hanno fatto i grandi elettori della sinistra (che accorrono in massa al programma) e i relativi intellettuali.