martedì 29 luglio 2008

La Sinistra oggi è Conservazione

Non ho vissuto il Novecento, se non di passaggio, ma l’idea che ho di Sinistra è quella di un tentativo di creare una società migliore. Credere nel progresso sociale, economico e culturale. Proiettarsi nel futuro, non avere paura del futuro.

Oggi si è tutto rovesciato e la crisi della Sinistra europea è in gran parte dovuta alla mancanza di una nuova visione. E’ una reazione, ossia una conservazione, di fronte ad una globalizzazione in gran parte (ma non esclusivamente) figlia del pensiero neoliberale di destra. Ed è così che la visione del futuro è stata lasciata in mano alla Neodestra. La Neodestra ha un’idea dicotomica della società. Politiche attraenti per chi ha già successo o censo, che alimentano la disuguaglianza, impoveriscono la classe medio bassa. Allo stesso tempo, la Neodestra risponde alle paure dei nuovi poveri con la demagogia, ripetendo sempre più una spirale viziosa, irresponsabile, in quanto assolutamente rivolta al breve termine, cioè alla rielezione politica, ma non alla risoluzione dei problemi.

Non so ancora quale dovrebbe essere la nuova forza propulsiva della Sinistra europea. Nei Paesi europei dove la socialdemocrazia ha avuto più successo (Germania, Olanda, Scandinavia, Francia), la Neodestra si è in parte appropriata delle conquiste sociali portate dalla Sinistra. Vuole riformarle, ma non stravolgerle. Sono entrate a far parte di un patrimonio comune che va oltre le divisioni politiche. Questo rende più arduo per la Sinistra la ricerca di un autentico messaggio, di un’identità chiara, alternativa e dirompente.

L’Italia, storica patria dei fascismi, è oggi all’avanguardia nella sperimentazione della Neodestra. Il berlusconismo incorpora poi l’anarchico e miope menefreghismo italico, ingrediente chiave per la comprensione di 15 anni buttati nel water della storia.

La Sinistra italiana, più sbandata che mai, da un lato soffre di tutti quei mali che affliggono le altre sinistre. Dall’altro, proprio per il fatto che l’Italia è un Paese anomalo, “dove c’è tanto da fare”, ha il vantaggio di poter essere ancora “nuova” senza affrontare un lungo e complesso viaggio alla ricerca di un nuovo scopo.

Sono tante le rivoluzioni che altri Paesi hanno già vissuto e che la nostra Sinistra deve ancora vincere. Sono rivoluzioni silenziose, concrete, proprio per questo attraenti per quel gran numero di cittadini, stanco di demagogia e “steccati del ‘900”.

In Italia, la giustizia non è rapida, il garantismo soffocante stritola la fiducia nelle istituzioni, alimenta la disillusione e getta benzina sul fuoco della demagogia di destra. In Italia, il 40% della popolazione vive in terre dominate dalla criminalità organizzata. In Italia, il mercato del lavoro è asfittico, crea precarietà ad alcuni, disincentiva la produttività per altri, specialmente nel settore pubblico. In Italia, le università non sono più al passo con il resto del mondo, la ricerca non è premiata, quella privata è disincentivata. In Italia, l’occupazione femminile è di fatto scoraggiata, così come la maternità. In Italia, i concetti di “energia alternativa” o “riscaldamento globale” hanno la stessa risonanza di “ornitorinco”. In Italia, etc etc.

La Sinistra italiana può essere ancora nuova, può ancora vincere, deve solo restare con i piedi per terra, parlare alla testa delle persone. I messaggi sono lì, devono solo essere colti. Servono soltanto dei nuovi uomini di Sinistra.

10 commenti:

Titollo ha detto...

Una dozzina d'anni fa qualcuno scrisse un libro che si intitolava "Un Paese Normale" e che diceva più o meno le cose che scrivi tu in questo post. L'accusa più delicata che gli fecero fu la mancanza di ambizione che si celava dietro quel titolo. Oggi a rileggere quelle pagine viene da pensare che di ambizione ne avesse avuta pure troppa.

Per quanto riguarda i Paesi civili, la sfida dei socialisti è la solita di sempre: "Buona parte del socialismo è divenuta realtà; buona parte della sicurezza materiale è stata raggiunta. Ciò che resta da attuare oggi è l'impegno permanente del socialismo. Non solo per ciò che riguarda il salario, che pure è importante, ma per ciò che riguarda il rafforzamento della personalità umana. Uno deve sapere cosa fare della propria vita. Da giovane io non sapevo che il socialismo è un impegno permanente. Credevo che il socialismo fosse qualcosa da attuare e poi semmai migliorare. Invece è molto, molto di più. E' il modo di combinare la libertà e la giustizia e la solidarietà in un impegno che non finisce mai. Il socialismo è come un marinaio che impara molto presto a fare il marinaio, anche se è un ragazzo e non ha mai visto il mare. Perché, nel suo primo viaggio, il marinaio scopre che l'orizzonte non è una linea di confine. Quando la nave si sposta, anche l'orizzonte si sposta: sempre più in là, sempre più in là, fino a diventare tanti orizzonti sempre nuovi. Oh, sì. È così che io vedo il socialismo: come un orizzonte che non raggiungeremo mai e a cui tentiamo di andare sempre più vicino". Lo disse Willy Brandt nel 1973 e credo che, ancora oggi, sia la migliore definizione di socialismo che io abbia mai sentito.

Andrea (psiko) ha detto...

mentre @titollo parla bene di dalema e sforna una definizione di socialismo (molto figheira, peccato non definisca alcunché - con buona pace può essere affibbiata anche al cattolicesimo, o a forza nuova) io vorrei sapere di più sulla frase "il garantismo soffocante stritola la fiducia nelle istituzioni". Ché a leggerla mi è salito un brivido su per la schiena. Mi illumini?

Titollo ha detto...

Rispondo per quanto mi compete.

La definizione non è mia ma di Brandt. Donald Sassoon - il più grande storico del socialismo vivente - la considera una delle migliori spiegazioni di cosa sia il movimento socialista.

A differenza del cattolicesimo, il socialismo predica eguaglianza non per motivi morali, ma funzionali: una società di individui più o meno eguali funziona meglio. Per un socialista la ricompensa è oggi, per un cattolico è domani, nell'aldilà. Il parallelismo quindi non sta in piedi.

Infine su D'Alema: penso, da anni, che sia (in Italia, s’intende) il capo della sinistra. Non per i galloni. Come si dice, per titoli ed esami. Lo pensavo quando diventò segretario del PDS. Quando stava a Palazzo Chigi. Quando perse le elezioni e se ne andò. E lo penso ancora. Tutto qui.

F ha detto...

@psiko.
Quando parlo di garantismo soffocante, ritengo che l'Italia, per via della tradizione romana, ha un sistema legale che considera la Giustizia, come idea assoluta di verità e non come necessità pratica della vita quotidiana.

Avere 3-4 gradi di appello non serve a nessuno, se una sentenza arriva dopo 10 anni dal fatto. Per non parlare della prescrizione, che caso unico al mondo, in Italia comincia a decorrere dal giorno del fatto anziché dall'inizio del processo.

In nessun paese occidentale a me noto può arrivare in Cassazione chiunque.
Nei procedimenti civili, poi, la difesa è più che tutelata rispetto all'accusa. Condanne di pagamento non vengono riscosse fino all'ultimo grado di giudizio.

Se da un punto di vista filosofico questo garantismo può essere accettabile, nella pratica è un vero e proprio sopruso.
Il cittadino onesto non ha modo di ottenere protezione dallo Stato, che sia una vittima di estorsione mafiosa, che sia un qualunque cittadino che ha problemi di qualunque natura, affitto, mutui, la stessa Amministrazione Pubblica, etc.
Che sia un'impresa o un investitore straniero che ha bisogno di certezza delle regole e dei tempi per operare.

Andrea (psiko) ha detto...

@tit a parte che un cattolico non sarebbe affatto d'accordo, ma questo non mi compete. :)
comunque un 'impegno permanente per l'uguaglianza, la giustizia e la libertà' credo sia (dovrebbe essere) alla base di qualsivoglia corrente politica democratica occidentale.
dalema è stato trombato alle europee, e ha scelto 'liberamente' di dimettersi (notare l'avverbio. rifletterci un po.). so anche io quanto dalema sia fra i massimi dirigenti del partito democratico. il fatto che poi lui non abbia mai vinto un'elezione diretta, in un partito che si tinteggia di americanismo, di modernità e di primarie, manda un po' tutto in vacca. ma non solo un loro elettore. non li ho mai votati. né quando si chiamavano ds, o pds, o pci. mi pare che i meccanismi di democrazia interna siano rimasti uguali.

Fra, permettimi di contraddirti. In italia, nel penale, vi è una diseguaglianza enorme fra difesa e accusa - derivante dal diritto romano e dal codice napoleonico - ma a favore di quest'ultima. sai ricordarmi l'esempio di un magistrato condannato per - chessò - l'abuso di carcerazione preventiva? sai ricordarmi il caso di un procuratore che sia stato ritenuto responsabile (mi basterebbe anche un non-avanzamento di carriera) nelle proprie azioni, per avvenuta assoluzione dell'imputato?
sono profondamente d'accordo con te, trovo sia assurdo avere tre gradi di giudizio. ma vogliamo parlare dell'abominio che permette al magistrato inquirente di ricorrere in appello contro un'assoluzione emessa dal magistrato giudicante? e della follia insita nel fatto che tu magistrato possa transitare fra le due funzioni (giudicante - inquirente)? e sulla lentezza della giustizia, ma non sarà anche a causa del fatto che i magistrati hanno un numero abominevole di ferie pagate? vogliamo parlare di quali sono i privilegi di questa casta di funzionari pubblici priva di alcun tipo di controllo esterno? vogliamo aggiungere che ogni tipo di risarcimento ottenuto dal cittadino viene prelevato dall'erario dello stato e non un centesimo dal magistrato che ha violato la legge e provocato i danni per cui si sta ottenendo il rimborso?

Siamo il paese del caso Tortora. Il paese che ha inquisito, una quindicina di anni fa, un numero impressionante di politici di una data provenienza politica (e solo di quella); molti dei quali, dopo esser stati condotti in manette in carcere (in manette. ripeto: in manette. ripeto: in manette.) e lì lasciati per mesi, sono stati assolti con formula piena. (aivoglia a rimborsare. che ti rimborsi?) Siamo il paese che ha condotti in galera (fra gli esempi più recenti) tal Filippo Pappalardi, poi rimesso in libertà dalla cassazione. Sai cosa accadrà ai magistrati che han ordinato di tenere in carcere per settimane quest'uomo, senza avere alcuna prova di colpevolezza? Te lo dico io: niente.

Eppure, in occidente, in democrazia, in uno stato di diritto, ognuno dovrebbe essere innocente fino a prova contraria.
Il giustizialismo - me lo insegni tu - è proprio dei fascismi. Siano essi rossi o siano essi neri.

Io ti auguro di non avere mai problemi con la giustizia italiana. E ti auguro di non finire mai nel mirino di un qualche magistrato. Valga lo stesso per un tuo parente, per un tuo amico. Ma se dovesse succedere, e se foste innocenti, forse, scoprendo con mano il magico mondo della giustizia di questo paese, ti vergogneresti di aver scritto "garantismo asfissiante". fidati.

Titollo ha detto...

Sfido chiunque a trovarmi un solo passo in cui la religione cattolica predica l'eguaglianza fra gli uomini per ragioni funzionali e non morali. Quanto al resto, prova a chiedere a Margharet Thatcher o a qualche altro suo discepolo più recente se considera l'eguaglianza come un obiettivo politico. Da Bentham in poi si è continuato a vedere un trade-off fra efficienza ed equità. E se c'è un grande merito dei progressisti è proprio quello di aver rigettato sempre tale posizione (teoricamente, filosoficamente, politicamente).

Quanto a D'Alema, non ha mai vinto una elezione diretta semplicemente perchè non vi ha mai partecipato. E le elezioni in cui venne "trombato" non erano le europee, ma le regionali.

F ha detto...

@psiko.
Anch'io sono pienamente d'accordo con te. Tu parli soprattutto di penale, io pensavo più al civile, il quale, corna facendo, riguarda la maggior parte delle persone.

Non ho una forte cultura giuridica, ma capisco quali sono gli obiettivi che vorrei raggiungere.

Gli strumenti sono molti. Io penso che innanziutto bisognerebbe partire da una riforma dei codici di procedura. Ma, come in tutta l'amministrazione pubblica, manca anche un serio sistema di performance targeting all'interno della magistratura. Basta guardare gli orari di funzionamento dei tribunali.

Vedo le due riforme come complementari (legislazione e organizzazione), assolutamente.

perleaiporci ha detto...

In Italia esistono i fascisti di destra e quelli di sinistra e poi un´elite culturale che lavora nel campo della cultura,moda,arte spettacolo (ricercatori,giornalisti,figli di..) che di fatto vive in Europa.Questa elite progressista ha due scelte:difendersi dalla plebe o fare catechismo ai fascisti di sinistra.Il vecchio PC c´era riuscito (si pensi all´operaio emiliano che parlava meglio dell´imprenditore veneto!),la sinistra postBerlino ha scelto la prima strategia,risultando né aristocratica nè popolare.Chi prende le distanze dalle parole della Guzzanti e altri fenomeni definiti non sempre a torto populistici è evidente che non ha mai avuto il prete che gli ha benedetto la casa e conosce solo gay stilisti e architetti.C´è un meraviglioso serbatoio di sfiga (e di voti dunque) nelle province italiane.Perchè dobbiamo regalarlo alla destra?

Antonio Candeliere ha detto...

concordo con te.

Anellidifumo ha detto...

E' probabile che D'alema sia ancora il capo della "sinistra" italiana, ma questo è solo uno dei problemi, che per altro spiega il motivo per cui la "sinistra" italiana non ha fatto che perdere elezioni negli ultimi anni ed è riuscita ad assicurarsi un avversario unito, coeso e forte del 40% dei voti fissi per i prossimi 20-30 anni.

Naturalmente, ora volete aiutare il PDL ad avere col 40% dei voti il 60% dei seggi (col referendum): cos'è, un'altra sagace e astuta strategia dalemiana, Titollo?

Penso che tornerò a votare per la Sinistra italiana quando D'alema sarà morto o si sarà ritirato dalla politica in modo vero. Fino ad allora, è necessario e forse perfino un bene che governi chiunque altro. Perfino Berlusconi e Fini, guarda.