domenica 4 marzo 2007

Blog/ Inside Iran

Jadi è un ragazzo di 27 anni, vive a Tehran. Sul suo blog racconta cosa significa essere iraniano e lottare per la libertà. Giorno dopo giorno.
Penso che questo blogger meriti il nostro incoraggiamento e la nostra ammirazione.

Estonia/ E-Voting

Che l'Estonia (1 milione di abitanti) oggi voti per il rinnovo del Parlamento, è una notizia che solleva tutt'al più un paio di sbadigli. Il punto è che gli Estoni sono il primo popolo al mondo a farlo online da casa.
Non è poi così stupefacente, se si pensa che l'Estonia in 15 anni è passata dal comunismo a fondare Skype, che è l'economia che cresce più rapidamente nell'UE (negli ultimi 5 anni è passata dal 50 al 70% del PIL pro capite europeo) e che conta su una forza lavoro molto giovane e high-tech.
Per votare da casa basta una carta d'identità elettronica (ce l'ha il 90% degli Estoni), un lettore da collegare al pc (costo: 6 euro) e ovviamente un broadband. Si può votare online anche una settimana prima delle elezioni e, se si cambia idea o non si é sicuri dell'affidabilità del proprio voto digitale, si può sempre andare alle urne tradizionali, perché il voto cartaceo annulla quello fatto via internet.
Il Primo Ministro uscente, Andrus Ansip, dà il buon esempio nella foto in alto.
Sarà.. ma io resto favorevole alla cara vecchia tessera elettorale..

Film/ Little Miss Sunshine



Prendi i grandi tabù della società americana, dagli un nome e una vita. Dagli una famiglia e falli interagire: otterrai Little Miss Sunshine.

Un nonno eroinomane ed erotomane, una mamma divorziata e inerte, un padre indebitato col mito del self-made man, uno zio gay sull'orlo del suicidio e grande studioso di Proust, un fratello disadattato che fugge nel mutismo e nei libri di Nietzsche. Ognuno a fare i conti con il proprio fallimento.Ma la piccola Olive, gli occhi innocenti di un bambino, non può capire perché, per l'America, loro sono dei losers. Il suo unico sogno è diventare miss, ma forse è troppo pura e cicciottella per essere incoronata.
Un viaggio frenetico, contro le miglia e contro il tempo, verso un concorso di bellezza per piccole miss. Specchio di una società che è l'americana, ma potrebbe essere qualsiasi altra. Piccole bimbe, ma senza più nulla dell'infanzia, piccole future donne, tette e culi da desiderare, comprare e scopare. Sul palco per essere giudicate, su una passerella di apparenze, plasticamente belle e indistinguibili. La giuria è pronta a dichiarare chi sarà winner e chi loser... E' quando i familiari comprendono che anche Olive, come loro in precedenza, sarà schiacciata dal Giudizio Sociale, che improvvisamente riusciranno a proteggerla, sconfiggendo i propri demoni.

Un film così semplice e lineare nelle sue metafore, pieno di leggerezza e ironia. Allo stesso tempo, terapeutico, forte. I dialoghi, ben congegnati. I soliti temi di sicuro successo, cioé il viaggio e l'innocenza infantile fanno il resto. Alla fine del film, sorridi e senti che all is gonna be alright.
Voto: 8.

sabato 3 marzo 2007

Ricordi/ Un anno fa






Mafia/ Fabrizio Moro - Pensa

Vincitore di Sanremo 2007, sezione Giovani.

Tante volte ci chiediamo perché il nostro sia un paese diverso. A volte diciamo che è "indietro". Puntiamo il dito sui politici inadeguati. Sulla Chiesa che interviene. Sulla sinistra che non è abbastanza sinistra. Su Berlusconi. Ma quante volte dimentichiamo la mafia?

Un terzo degli italiani convive (e spesso connive) con le mafie. Intere città in preda a strutture sociali dalla mentalità corrotta. Ma ormai non ci facciamo più caso, a questa che dovrebbe essere la nostra emergenza, la nostra priorità numero uno.
Sono contento, allora, che un ragazzo trovi ancora il tempo di dedicare delle parole alla nostra tragedia italiana. Non giriamo la testa dall'altra parte, ancora una volta.

venerdì 2 marzo 2007

Reactable/ Il futuro della musica da DJ

..ne ignoro il funzionamento. A guardarlo mi sento come un uomo primitivo di fronte a una magia. Geniale.

Terra

Siamo piccoli e stupidi, inutili e belli.

Musica: Smashing pumpkins "Mellon Collie and the infinite sadness"

Russia/ Dittatura in punta di piedi



Guardate bene queste immagini, perché da oggi non le vedrete più.
Da oggi, a Mosca sono proibite le manifestazioni. O meglio, la nuova legge dice "è proibito che più di due persone occupino un metro quadro di strada", il che, ovviamente, è lo stesso.
Per chi si chiede in che modo una democrazia (ma la Russia lo è mai stata davvero?) possa scivolare nel despotismo, in questo momento storico i governi di Mosca e Caracas offrono i migliori esempi.
Il Cremlino ha fatto così, piano piano, nel tempo:
- nomina governativa dei presidenti delle regioni, precedentemente eletti dal popolo
- terrorismo occasionalmente di Stato per mantenere spaventata la popolazione "sono sempre i Ceceni"..
- nazionalizzazione delle imprese energetiche
- incarcerazione dei miliardari non appartenenti alla claque di Putin, in base ad accuse pretestuose (di solito, problemi col fisco)
- nazionalizzazione di alcune reti televisive, soppressione di tv e giornali nemici, in base ad accuse pretestuose (di solito, problemi col fisco)
- educazione dei dissidenti rumorosi: assassinio di Anna Politkovskaya e Aleksandr Litvinenko
- commissione che esamina quali partiti possono correre alle elezioni e quali no
- infine, divieto di manifestazione
Viviamo nelle nostre piccole sicurezze, nei nostri piccoli lussi. A poche migliaia di km da qui, pensare è reato.

giovedì 1 marzo 2007

Riflessioni/ Cinema italiano o romano?

Altra riflessione innescata da Saturno contro e dai trailer che lo precedevano.
Il cinema italiano esiste oltre Roma? Può piacere o non piacere, ma mi sembra che tutto il nuovo cinema italiano sia monopolizzato da Roma, spesso anche nell'ambientazione. Ozpetek è romano d'adozione, Muccino è romano, Saverio Costanzo è romano. I tormentoni generazionali 3msc, hdtv (che tristezza..anzi, ch trstzz) come anche i manuali d'amore sono romani. Il solito Moretti è romano. Il bel Romanzo criminale è romano. Forse ne sto dimenticando altri.
Il resto d'Italia dov'è? Ovviamente, non tutte queste opere sono eccellenti. In 15 anni Roma si è messa a correre, specialmente in campo culturale e non solo economico. La mentalità dei Romani è più avanti di molti compatrioti. Roma è città aperta davvero.
Una volta Roma ladrona era la zavorra del paese. Mi sembra che si sia tutto rovesciato. L'Italia è diventata un fardello per Roma.

Film/ Saturno contro



Saturno contro. Ovvero, Saturno porta un sacco di sfiga.
Senza dirvi altro della trama, sparo subito: voto 7 e andatelo a vedere.
Il film casca a pennello in questo momento di crisi della politica italiana. La famiglia è un bene da tutelare sopra ogni cosa? Per Ozpetek, sì, ma quale? Non di certo quella tradizionale, che come ogni forma di società umana, non è immune da vizi. La famiglia di Ozpetek è la rete delle affinità elettive, gli amici, quelli che in una scena si autodefiniscono "siamo noi i parenti". Il tema dell'amicizia, comune in tutti i film del regista, può ricordare Le fate ignoranti, ma il parallelo finisce là dove inizia. Perché Saturno contro è un film corale, polifonico, decentrato e nessun personaggio può dirsi protagonista. Ed è forse questo, che lo rende particolarmente interessante ed "esportabile oltre Lugano". Seppure, all'estero, i temi del film potevano far discutere 20 anni fa.
Il cast raccoglie ogni attore italiano degno di nota degli ultimi anni. Mi hanno colpito un Accorsi invecchiato e, come al solito, monofaccia. Un' Ambra Angiolini che recita la parte forse meglio riuscita della sceneggiatura.
I dialoghi sono spesso brillanti e divertenti. L'attenzione per i dettagli, devo dire, è cresciuta parecchio rispetto ai precedenti film. Alcune scelte le ho trovate molto sottili e geniali.
- in ospedale una straniera piange al telefono, in disparte, in una lingua incomprensibile (forse ungherese). La lingua incomunicabile del dolore.
- si entra all'obitorio per l'ultimo saluto. Un'allegra samba brasiliana (Remedios di Gabriella Ferri). Lì per lì l'ho trovata fare a pugni col contesto, ma, riflettendo, non fa a pugni col senso della vita anche la morte improvvisa di un giovane trentenne?
C'è però qualcosa, in tutto il film, che mi lascia contraddetto e motiva il mio 7. I personaggi di Ozpetek camminano sui fili di dialoghi ragionati e, in un certo senso, politici. La voglia di fare apparire il punto di vista dell'autore è troppo evidente e si sente la mancanza di una tensione narrativa. Le scene si succedono, ma non fluiscono. Non c'è il dinamismo e la naturalezza che puoi trovare in un Almodòvar, al quale il regista strizza spesso l'occhio. Forse perché lo spettatore capisce presto lo svolgersi dell'intreccio e gli rimane solo da chiedersi in quale modo verrà gestita la storia, ma non quale sarà l'esito.
Da questo punto di vista, il film della maturità di Ozpetek è La finestra di fronte, e non Saturno contro.